Visualizzazione post con etichetta Storie di pezza e pezze di storia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Storie di pezza e pezze di storia. Mostra tutti i post

mercoledì 23 novembre 2011

Being Completely Shattered


....se un trasloco stanca, figuriamoci due!
...eh già...due traslochi in pochi mesi....

...I had to move twice in six months.....


....un weekend lungo a Budapest....

...a long weekend  in Budapest...



...il pavimento del bar del caffè mi ricorda qualcosa....troppo bello!

...the coffe bar floor reminds me of something...




un'incursione a Ventotene...


     Bomarzo

e qualche gita a due passi da casa...


     Civita di Bagnoregio

...la connessione ad Internet è ancora precaria e le mie stoffine sono
ancora negli scatoloni....
vediamo se prima di Natale riesco a combinare qualcosa...
mi siete mancate! ;)
Grazie a tutte le amiche che mi sono state vicine....♥
 

mercoledì 13 luglio 2011

Taking a Long Rest

Ci sono, ci sono....
Vi ringrazio tutte e vi do appuntamento a settembre...
promesso!

giovedì 3 marzo 2011

Better Together!


Ogni quilt ha la sua storia....
questa ha inizio a settembre del 2010, in pullman, durante il viaggio in Val d'Argent....

Every quilt tells a story....
this begins in September 2010, during a coach trip to Val d'Argent...



...ognuna col suo mouline' da ricamo e il sacchettino con gli avanzi di stoffe verdi....
e lungo il tragitto si cuce...

...everyone has their embroidery thread and green fabric scraps...
sewing throughout the journey...




... i blocchi girano di mano in mano e cominciano a prendere forma....

...blocks pass from hand to hand and begin to take shape...



tante mani, tante idee, tante risate, tanti ricordi....

lots of hands, lots of ideas, lots of laughter, lots of memories...



... che io e Rita abbiamo messo insieme in un unico grande quilt...

...Rita and I, we tried to put together in a sole big quilt....



...altre donne, altre mani...ma questa è un'altra storia...

...other women, other hands...but this is just another story...


giovedì 11 novembre 2010

Dal Manzanarre al Reno...

Affascinante di notte...
Charming at night...



allegra e vivace di giorno...

high spirited and fully alive daytime...




nella confusione del Rastro, mimetizzata tra le cianfrusaglie,
una vecchia macchina per cucire...

in the confusing labyrinth of El Rastro, between odds-and-ends,
an old sewing machine....




un pizzico di nostalgia si placa con una sana scorpacciata di fettuccine al ragu'....
italiani e pasta, un binomio inscindibile...

a big dish of fettuccine with ragu' to cure homesickness....
italians and pasta, an indissoluble binomial....



ma arriva sempre il momento della partenza....arrivederci Madrid!

the time of my departure has come....goodbye Madrid!



...e da Madrid a Cervia, un'allegra invasione di quilters...
ma questa e' un'altra storia....

...from Madrid to Cervia, a joyful quilters invasion...
but it's quite another story...



...e ieri e' arrivata la newsletter d'autunno...vado a leggere...:)

Happy Quilting!


mercoledì 11 novembre 2009

Le nostre mani raccontano...

mani provocate dal cibo...
eating hands...

mani che quiltano...

quilting hands...


mani che creano...

creative hands...


mani che impastano...
kneading hands...


mani che stringono oggetti preziosi...
hands hugging precious things...


mani che vanno di corsa....

hands in a hurry...


mani che salutano....
ci rivediamo tra qualche giorno....
waving hands...
see you soon...


Si ringraziano le mani di Rita Frizzera per la partecipazione straordinaria!



Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento.

Alda Merini

martedì 16 giugno 2009

Due giorni da ricordare...

siamo arrivate nelle vostre "case di stoffa"
tutte uguali e diverse allo stesso tempo...


abbiamo provato un momento di tenerezza
e sorriso per queste parole...



... messo su un cantiere in quattro e quattr'otto



... allestito una mostra di quilts e
piegato su due tavoli quelli da donare...



... ammirato ancora una volta dei capolavori...


... cucito tutte insieme attorno ad un tavolo...


provato un'emozione indescrivibile nel donare il primo quilt
alla piu' piccola del campo...
...e sapere che quel quilt lo hai assemblato proprio tu...

mangiato insieme sotto il tendone...



e perche' no...anche bevuto! :)



mettendo da parte per un attimo il proprio dolore,
si e' lavorato per alleviare quello degli altri...




e siamo alla fine delle due giornate...
sono state ore intense sotto tutti gli aspetti...
abbiamo condiviso con le nostre nuove amiche abruzzesi momenti
di gioia e risate alternati a momenti di lacrime, rabbia e tristezza...
ce ne andiamo stanche ma felici...

Care amiche,
abbiamo preso un impegno con voi...
non vi lasceremo sole,
torneremo a cucire, a chiacchierare, a ridere insieme a voi...
e quelle braccia della foto presto alzeranno un quilt!



venerdì 12 giugno 2009

Ricucire la vita...

Saremo presenti in parecchie,
verra' allestita una mostra, ci sara' un'area laboratorio in cui verranno insegnate
le tecniche di base, saranno donati gli oltre 100 quilts realizzati da tantissime di noi
all'indomani del terremoto...
per saperne di piu' andate QUI
Ci saro' anche io, insieme a loro...
ufficialmente andro' per insegnare...
sicuramente tornero' avendo imparato molto...
a presto...
I will spend my week end in Abruzzo,
in the tent camp of Centi Colella.
There will be a little quilt expo, sewing classes for beginners and
the donation of more than 100 quilts for people struck by earthquake .
Officially I'll go there to teach...
I'm sure I'll learn a lot...
coming soon...

martedì 27 gennaio 2009

Il 16 ottobre 1943 di Nonno Angelo...

Queste sono le parole che ha scritto mio suocero nel 2000,
e' cosi' che ha voluto raccontare ai miei figli
come ha vissuto lui quella triste giornata....
Vi prego di leggerla fino in fondo, ne vale la pena!
"Una triste mattina di un autunno malinconico i vicini di casa vennero ad avvisarci
che i tedeschi stavano portando via i nostri correligionari dalle loro case,
senza distinzione di eta', sesso o condizioni di salute, con la forza, con brutalita',
con i fucili puntati, come fossero stati dei pericolosi assassini.
Era il 16 Ottobre del 1943.
Neonati in braccio alle loro mamme, alcune donne in stato interessante, persone anziane,
malate, che a malapena si reggevano in piedi, famiglie intere, che allora erano anche numerose, venivano spinte con il calcio dei fucili verso i camion, tra le grida di spavento delle donne e dei bambini terrorizzati.
La mia famiglia era composta da mamma, papa' e 6 figli, dei quali il piu' piccolo aveva un paio
di anni e la piu' grande sedici.
Giuseppina che avra' avuto sette-otto anni, quella mattina aveva la febbre alta a causa
della scarlattina.
Malgrado cio', dietro l'insistenza dei vicini, ci demmo da fare per lasciare la casa e darci alla fuga, non prima pero' che mia madre, fissata per la pulizia, avesse terminato di lucidare i pavimenti, altrimenti che figura avremmo fatto nei confronti delle SS tedesche che facendo irruzione nella casa (con la forza) avessero trovato gli stessi non tirati a lucido?
Quella notte venimmo ospitati , chiaramente non tutti insieme, da alcune famiglie cattoliche,
ma solo per quella notte, poiche' il rischio era tale che se fossero stati scoperti avrebbero fatto la stessa nostra fine.
La notte seguente andammo a dormire in un locale che stavano allestendo per farne una trattoria, quindi con il cattivo odore di vernice fresca.
All'alba del mattino dopo, il proprietario del locale ci prego' di andarcene e quando uscimmo alla chetichella, uno alla volta, vedemmo di fronte un accampamento tedesco con due sentinelle che facevano avanti e indietro.
Non ricordo esattamente quello che avvenne quel giorno ma so con certezza che non avendo i mezzi per andare via da Roma, ne' conoscenze per farci ospitare presso qualche istituto religioso, decidemmo di rientrare a casa.
Era cosi' iniziata la nostra odissea e quella di tutti gli ebrei italiani, mentre in altri stati europei, tutto questo accadeva da tempo.
Eravamo angosciati, terrorizzati, affamati e visto che quei pochi risparmi che avevamo stavano per finire prendemmo la decisione di uscire allo scoperto, quindi di rischiare.
L'unico lavoro consentito a noi ebrei, con le leggi razziali dettate dal regime fascista, era quello del del piccolo commercio, io, mia madre e il mio fratellino di 2 anni, Franco, che stava sempre in braccio a me, ci mettemmo con una tavola a vendere gli elastici a metraggio per biancheria intima, in Via Ottaviano.
Anche se con molto timore, la sera riuscivamo a portare a casa il necessario per la cena e per il pranzo del giorno dopo.
Mi ricordo un episodio degno di essere raccontato.
Un giorno, mentre eravamo li' ad aspettare qualche acquirente, si fermo' davanti a noi una macchina dalla quale scese un soldato tedesco, mentre sulla stessa era rimasto seduto un ufficiale.
Io e mia madre, mentre il soldato si avvicinava verso di noi, ci guardammo negli occhi con rassegnazione, come per dirci che ormai era finita, l'ufficiale, dal finestrino della macchina disse qualche cosa al soldato, il quale acquisto' tutti gli elastici che avevamo, pagandoci regolarmente.
Questo episodio ci sembro' miracoloso e determinante a tal punto che riprendemmo a vivere come se il problema non esistesse piu'.
Passarono i mesi e noi diventammo sempre piu' audaci, imprudenti, tanto che facemmo uscire mio fratello Amedeo che aveva 15 anni, per aiutare la famiglia.
Anche lui si arrangiava da ambulante e questo gli fu fatale.
Tutto sembrava trascorrere nel migliore dei modi, quando una mattina mi vennero ad avvisare che mio fratello era stato venduto da una spia fascista ai tedeschi per cinquemila lire.
Io corsi sul posto, trovai la bancarella con la quale mio fratello svolgeva il suo lavoro, ma mio fratello lo avevano gia' portato via.
I due militi italiani che erano rimasti di guardia alla bancarella mi consigliarono di andarmene poiche' rischiavo di essere preso anch'io.
Infatti dopo un po' tornarono indietro due ufficiali tedeschi che sequestrarono anche la bancarella.
Io rimasi in disparte, e quando questi se ne andarono su una carrozzella, mi arrampicai dietro a questa per vedere dove poteva essere stato portato mio fratello.
Infatti la carrozzella si fermo' presso la questura di Prati.
Rimasi nei pressi con la speranza di rivederlo, ma invano.
Alla fine, dopo qualche ora che ero li' ad aspettare, tornai a casa per avvisare i miei.
Poi, non ricordo come, venimmo a sapere che lo avevano trasferito nel carcere di Regina Coeli ed avemmo la conferma quando incominciammo a ricevere qualche lettera che ancora conservo.
In quegli anni era in voga una canzone dal titolo "Villa triste" che mio fratello aveva trasformato in "Cella triste", raccontando con il testo cambiato, le sofferenze subite in quella cella insieme a qualche compagno di sventura.
Nelle lettere, inoltre, ci raccomandava di avere molta cura per Marietta, pseudonimo di papa' che si chiamava Mario, poiche' le lettere venivano aperte non poteva essere esplicito e quindi usava una specie di codice mascherato.
Poi un giorno venimmo a sapere che i perseguitati politici e gli ebrei venivano trasferiti da Regina Coeli verso destinazione ignota, andammo a cercare di rivederlo, ma invano.
C'era tanta gente disperata che cercava di rivedere i loro cari, erano soltanto scene strazianti, scene che non si possono dimenticare.
Passo' un po' di tempo e finalmente gli alleati liberarono Roma dai Nazisti e noi fummo liberi di tornare a una vita normale.
Certo, se gli Alleati avessero tardato ancora non l'avremmo spuntata, i tedeschi ci avrebbero annientati, saremmo finiti, noi ebrei, tutti nei campi di sterminio, nei forni crematori.
Mio fratello, finita la guerra, venimmo a sapere che era morto, unico conforto, in un ospedale, di malattia, dopo che il campo dove lui era detenuto, venne liberato dagli Alleati.
Morto a 16 anni, senza piu' rivedere nessuno dei suoi cari, senza un conforto, una carezza, soltanto perche' era ebreo.
Mi piacerebbe sapere dove e' sepolto, per potere un giorno andare li' a mettere un fiore, una lacrima e a dirgli che non lo dimenticheremo Mai Piu' .
Nonno Angelo
per i suoi nipotini
Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro, nella nostra famiglia ci sara' sempre memoria di cio' che e' accaduto, e cercheremo di farlo conoscere a quante piu' persone possibili,
a dispetto di chi continua a sostenere che sono tutte invenzioni......